Materia
Storia
Data
Prof. Marco Rossi
Lo sbarco in Normandia fu l’operazione militare con cui gli Alleati, il 6 giugno 1944, aprirono il fronte occidentale in Europa, avviando la liberazione dalla Germania nazista. È ricordato come il “D‑Day” ed è stato il più grande attacco anfibio della storia.
Contesto e obiettivi
La Normandia fu scelta per sorprendere i tedeschi, che si aspettavano uno sbarco nella zona di Calais, più vicina all’Inghilterra.
Obiettivo strategico: sbarcare in Francia, creare una testa di ponte, avanzare verso Parigi e poi in Germania, alleggerendo la pressione sul fronte orientale dove combatteva l’URSS.
L’intera invasione della Francia occupata si chiamava operazione Overlord; la fase navale e di sbarco sulle spiagge era l’operazione Neptune.
A guidare il comando alleato fu il generale statunitense Dwight D. Eisenhower, con forze principalmente americane, britanniche e canadesi.
Lo sbarco iniziò nelle prime ore del 6 giugno con aviolanci di circa 20.000 paracadutisti e truppe aviotrasportate nell’entroterra, per conquistare ponti e incroci strategici.
All’alba sbarcarono sulle cinque spiagge codificate Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, dopo un massiccio bombardamento aeronavale sulle difese costiere tedesche.
Nel solo giorno del 6 giugno, circa 156.000 soldati alleati raggiunsero le coste francesi, supportati da migliaia di navi e aerei.
Gli Alleati persero circa 10.000 uomini tra morti, feriti e dispersi (oltre 4.000 morti), mentre le perdite tedesche sono stimate tra 4.000 e 9.000 uomini.
Dopo settimane di combattimenti in Normandia, gli Alleati riuscirono a sfondare il fronte, liberare Parigi nell’agosto 1944 e avanzare verso il Reno.
Lo sbarco in Normandia è considerato l’inizio della fine per il Terzo Reich e un passaggio decisivo per la liberazione dell’Europa occidentale.